Quarta settimana

I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

 I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase.
Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.

Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo!
                                              Connettivo

La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:

Preposizioni:  Ho pensato di invitarti a pranzo domani.

Congiunzioni come ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.

Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.

Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme,riassumendo ci siamo divertiti molto!

Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto pocanzi, ecc. : Preferirei che tu soprassedessi, in altre parole lascia stare e vattene!

Riassumendo, i connettivi sono congiunzioni,  avverbi, preposizioni o espressioni che si usano per collegare frasi (sia coordinate alla principale sia subordinate)o per mettere in rapporto fra loro parti di testo.

A seconda del rapporto logico, ossia della funzione con cui uniscono le parti del testo possiamo avere diversi tipi di connettivi:

SPAZIALI
Esprimono rapporti di spazio anche astratti.
Dove, lì, là, sopra, sotto, verso, in direzione di, a destra, a sinistra, fino a , all’interno, all’esterno, davanti, dietro, qui.
In Italia si fa colazione con cibi dolci, qui in Austria a colazione si mangiano insaccati e formaggi.

TEMPORALI 
Indicano l’ordine cronologico con cui si uniscono i vari eventi.
Esprimono anteriorità: prima, in precedenza, qualche giorno fa, allora, anticamente, una volta, a quei tempi, proprio allora.
Oggi Marica ha i capelli cortissimi, qualche giorno fa li aveva lunghi fino al sedere!
Esprimono contemporaneità: ora, adesso, mentre, nel frattempo, intanto che, a questo punto, in questo momento, in questo istante.
All’inizio non ti potevo proprio vedere, ora, non ti sopporto ancora di più.
Esprimono posteriorità: alla fine, successivamente, dopo molto tempo, dopo vario anni, poi, in seguito, quindi.
Luca studiò molti anni a Ferrara, poi, si trasferì a Venezia.

LOGICO CAUSALI
Stabiliscono un rapporto di causa, effetto, una successione di eventi.
Quando la causa precede l’effetto: ne deriva che, di conseguenza, quindi, dunque, pertanto, perciò, da ciò si deduce che, così che.
Il riscaldamento si è rotto, pertanto, quest’inverno batteremo i denti dal freddo!
Quando l’effetto precede la causa: dato che, siccome, poiché, perché, dal momento che.
Quest’inverno batteremo i denti dal freddo, dato che il riscaldamento è rotto.

PRESCRITTIVI
Indicano in modo rigido l’ordine delle azioni.
Prima di tutto, innanzitutto, in primo luogo, poi, in secondo luogo, in terzo luogo, infine, in sintesi, in conclusione, insomma, dunque.
Prima di tutto fatti una doccia e poi ne parliamo!

D’IMPORTANZA
Specificano l’importanza delle informazioni stabilendo tra le stesse una gerarchia.
In primo luogo, anzitutto,  prima di tutto, a questo punto, inoltre, si aggiunga il fatto che, oltre a questo, oltre a ciò, oltre a quanto è stato detto, poi, infine, non ci resta che, e, anche, pure, nello stesso modo, comincerò.
Prima di tutto ti apprezzo, perché sei una persona sincera, oltre a ciò sei simpatico e gentile!

ESPLICATIVI
Stabiliscono un rapporto di chiarificazione, introducono una spiegazione.

 Cioè, infatti, ad esempio, in altre parole, per quanto riguarda, tra l’altro, in sintesi.
La tua vista mi provoca sentimenti negativi, in altre parole, non ti sopporto!

AVVERSATIVI 
Stabiliscono un rapporto di opposizione, introducono un’opposizione rispetto a quanto già detto.
Ma, invece, ciononostante, malgrado ciò, tuttavia, pure, nondimeno, eppure, mentre, al contrario.
Sei brutto, povero, ti vesti male e sei sempre in ritardo, tuttavia, ti amo da morire!

IPOTETICI
Introducono un’ipotesi.
Se è vero che, ammettendo che, nel caso in cui, partendo dal presupposto che, ipoteticamente, poniamo il caso che.
Ti perdono, ma solo se è vero che mi hai detto la verità!

CONCLUSIVIIntroducono una parte del discorso che ha la funzione di concluderlo, riassumerlo.
Affinché, allo scopo di, allora, perciò, pertanto, quindi, insomma.
Il discorso insomma, non è ancora ben chiaro!

DI SOMIGLIANZAStabiliscono un rapporto di analogia tra due parti.
Analogamente, anche, come, mentre.
La moglie di Luca lo tradisce, anche la moglie di Mario lo tradisce, insomma (conclusione) sono due cornuti.



Connettivi. Completate le frase con i seguenti connettivi:

insomma,   siccome,   affinché,   però,   ossia,   ovunque,   tuttavia,   anche se,   mentre,   comunque,   perciò,   inoltre,   ad esempio,   riguardo a,   nonostante,   dunque,  anzitutto,   quindi,   benché,   piuttosto che,   invece,  dopo,   nel caso in cui,   infatti
 


1. Nella zona di Orta si possono fare molte gite in bicicletta,    non esistono piste apposite.
2.    siano le cose, bisogna agire.
3. Si deve fare di tutto    i nostri paesi non vengano minacciati dal turismo di massa.
4. Ti raggiungerò    tu sia.
5. Non è venuto,    non ho potuto parlargli .
6. Ti invio    la fotocopia dell’articolo .
7. Vorrei    esprimere agli organizzatori di questo evento, e a tutte le persone presenti, la mia gratitudine.
8.    glielo avessi chiesto, non ha eseguito il lavoro.
9. Penso,    sono.
10. Avevi ragione,    non è venuto.
11.    aver letto il contratto, lo firmò.
12.    ferito, continuò a correre.
13.    non c'era nessuno, abbiamo lasciato un biglietto.
14. È una moto vecchia,    funziona ancora bene.
15. Meglio andare a pescare o suonare il piano    fare sport.
16. La semantica,    lo studio dei significati.
17. Prima arrivò l'insegnante,    gli allievi.
18. Dopo due ore si capiva    che lui mentiva.
19. Qui è già primavera, in Finlandia    nevica ancora.
20. L'uso del congiuntivo è previsto solo    i soggetti della frase principale e della frase subordinata non coincidano.
21. Non te lo meriti,    per questa volta ti aiuterò.
22.    uno parlava, l'altro rideva.
23. Una pagnotta è    un bene privato.
24.     questo problema, non hanno le idee chiare.








CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

cantarevedere
che io cantassiche io vedessi
che tu cantassiche tu vedessi
che lui, lei cantasseche lui, lei vedesse
che noi cantassimoche noi vedessimo
che voi cantasteche voi vedeste
che loro cantasseroche loro vedessero
sentirefinire
che io sentissiche io finissi
che tu sentissiche tu finissi
che lui, lei sentisseche lui, lei finisse
che noi sentissimoche noi finissimo
che voi sentisteche voi finiste
che loro sentisseroche loro finissero

essereavere
che io fossiche io avessi
che tu fossiche tu avessi
che lui, lei fosseche lui, lei avesse
che noi fossimoche noi avessimo
che voi fosteche voi aveste
che loro fosseroche loro avessero
La prima e la seconda persona singolare sono uguali, per farsi capire è meglio scrivere il soggetto.

Per esempio nella frase: "Marco si chiedeva perché non potessi venire", non si capisce se si intende "tu" o "io", quindi è necessario scrivere "Mario si chiedeva perché tu non potessi venire".
USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO
Il tempo imperfetto del congiuntivo si usa per esprimerecontemporaneità rispetto al verbo principale, se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo o imperfetto, oppure se si ha un verbo che esprime desiderio o volontà al condizionale presente o passato.

Alcuni esempi:
- se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo:
• ho desiderato (ieri) che tu ieri sera venissi → contemporaneità;
- se il verbo della principale è all’indicativo imperfetto:
• desideravo (ieri) che tu ieri venissi  → contemporaneità;
- se il verbo della frase principale è al condizionale presente:
• vorrei (oggi) che tu oggi venissi → contemporaneità;
• vorrei (oggi) che tu domani venissi → poteriorità;
- se il verbo della principale è al condizionale passato:
• avrei voluto (ieri) che tu ieri venissi → contemporaneità;
• avrei voluto (ieri) che tu oggi venissi → posteriorità.

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.
  1. Scegli la frase corretta:
    •  Vorrei che tu andessi subito ad aiutarlo.
    •  Vorrei che tu andassi subito ad aiutarlo.
    •  Vorrei che tu andasse subito ad aiutarlo.
  2. Scegli la frase corretta:
    •  Ho sempre pensato che voi foste amici.
    •  Ho sempre pensato che voi fosse amici.
    •  Ho sempre pensato che voi fossi amici.
  3. Scegli la frase corretta:
    •  Speravo che lei parlasse con me.
    •  Speravo che lei parlesse con me.
    •  Speravo che lei parlassi con me.
  4. Scegli la frase corretta:
    •  Avrei preferito che loro vedessimo un altro film.
    •  Avrei preferito che loro vedassero un altro film.
    •  Avrei preferito che loro vedessero un altro film.
  5. Scegli la frase corretta:
    •  Speravo che loro restassi ancora un po' con noi.
    •  Speravo che loro restessero ancora un po' con noi.
    •  Speravo che loro restassero ancora un po' con noi.
  6. Scegli la frase corretta:
    •  Sarebbe meglio che tu mangiasse qualcosa.
    •  Sarebbe meglio che tu mangiassi qualcosa.
    •  Sarebbe meglio che tu mangessi qualcosa.
  7. Scegli la frase corretta:
    •  Marco pretendeva che io cambiassi la mia vita.
    •  Marco pretendeva che io cambiasse la mia vita.
    •  Marco pretendeva che io cambissi la mia vita.
  8. Scegli la frase corretta:
    •  Credevo che loro mi capiscessero.
    •  Credevo che loro mi capissero.
    •  Credevo che loro mi capessero.
  9. Scegli la frase corretta:
    •  Non avrei mai immaginato che lui mi invitesse a cena.
    •  Non avrei mai immaginato che lui mi invitasse a cena.
    •  Non avrei mai immaginato che lui mi invitassi a cena.
  10. Scegli la frase corretta:
    •  Avevamo paura che ti fosti fatto male.
    •  Avevamo paura che ti fosse fatto male.
    •  Avevamo paura che ti fossi fatto ma
1- Se ______ in te ci andrei.   

2- Non sapevo che anche voi ______ qui in vacanza. 

3- Se studiassi di più ______ risultati migliori. 

4- Vinceremo la partita se ci ______.

5- Si preoccupano se non ______ a casa. 

6- Se fossero ______ più attente, non si sarebbero perse. 

7- Non sapevo che anche tu ______ dei fratelli.   

8- ______ non faccio sport, ne risento.   

Il condizionale

Vediamo insieme come si coniuga e quando si usa, osserva le seguenti tabelle:

cantare
credere
sentire
io canterei
io crederei
io sentirei
tu canteresti
tu crederesti
tu sentiresti
lui – lei canterebbe
lui – lei crederebbe
lui – lei sentirebbe
noi canteremmo
noi crederemmo
noi sentiremmo
voi cantereste
voi credereste
voi sentireste
loro canterebbero
loro crederebbero
loro sentirebbero

avere
essere
andare
venire
fare
io avrei
io sarei
io andrei
io verrei
io farei
tu avresti
tu saresti
tu andresti
tu verresti
tu faresti
lui – lei avrebbe
lui – lei sarebbe
lui – lei andrebbe
lui – lei verrebbe
lui – lei farebbe
noi avremmo
noi saremmo
noi andremmo
noi verremmo
noi faremmo
voi avreste
voi sareste
voi andreste
voi verreste
voi fareste
loro avrebbero
loro sarebbero
loro andrebbero
loro verrebbero
loro farebbero

IL CONDIZIONALE PRESENTE DEI VERBI IRREGOLARI
Per formare il condizionale alcuni verbi perdono la vocale dell’infinito:

andare
andrei
dovere
dovrei
potere
potrei
sapere
saprei
vedere
vedrei
vivere
vivrei

• altri verbi perdono la vocale dell’infinito e trasformano la L o la del tema verbale in RR:

rimanere
rimarrei
tenere
terrei
venire
verrei
volere
vorrei
bere
berrei

• alcuni verbi mantengono la dell’infinito:

dare
darei
fare
farei
stare
starei

USO DEL CONDIZIONALE PRESENTE
Il condizionale si usa nel presente o nel futuro per:
fare una richiesta in modo gentile:
mi daresti un bicchiere d’acqua?; potrei avere un po’ di sale?; mi scusi, saprebbe dirmi dov' è la stazione?
esprimere un desiderio o un’intenzione:
mi piacerebbe tanto venire con voi, partirei domani mattina; aprirei volentieri la finestra.
riferire una notizia non confermata o di cui si dubita:
secondo i giornali i criminali si troverebbero ancora in Italia; secondo il servizio meteorologico domani sarebbe una giornata di sole.
per esprimere un’opinione personale, dare un un consiglio o un ordine:
secondo me non dovresti più vederla; Luca dovrebbe essere più gentile; non dovreste comportarvi così; dovresti studiare di più!


fotogramma dal film "Uccidete la democrazia"
Si dice sempre che l'Italia è la nazione degli scandali: ci piace però  pensare che stavolta l'Italia è la nazione dove gli scandali si scoprono. E non dappertutto succede così.
Un film curato dal giornalista Enrico Deaglio (il dvd è stato allegato a un numero del settimanale "Diario") avanza dei forti sospetti sulla regolarità delle elezioni politiche dello scorso aprile.
Il mondo politico è in subbuglio e la storia non finirà qui.
Ma quello che potrebbe essere successo da noi è già successo negli Usa e forse in chissà quanti altri posti...  


Il centrodestra lo ha sempre sostenuto: le elezioni di aprile 2006, vinte per pochissimi voti dal centrosinistra, erano truccate.
Ora però un giornalista di sinistra fa un film e sostiene una tesi un po' diversa: le elezioni sono state truccate sì, ma dal centrodestra. E senza il broglio elettorale la sinistra avrebbe vinto con uno scarto molto maggiore.


Quali sono gli argomenti a sostegno di questa tesi?

1. I sondaggi pre-elettorali e soprattutto gli exit-pull hanno tutti sbagliato su due dati: tutti prevedevano un maggior numero di schede bianche e tutti prevedevano che il partito Forza Italia avrebbe avuto meno voti.
2. Le schede bianche nelle ultime elezioni del 2001 erano state oltre un milione e mezzo. Nelle elezioni del 2006 meno di 500 mila.

3. Le schede bianche, in tutte le elezioni italiane variavano di regione in regione con percentuali varie, dall'1% al 10%. Nelle ultime elezioni in tutte le regioni la percentuale di schede bianche si è livellata fra l'1% e il 2%. Come se una "grande centrifuga" avesse omogeneizzato tutta Italia.

4. La percentuale di schede bianche, negli ultimi decenni, è sempre progressivamente salita. Nelle elezioni del 2006 è crollata.

5. Molti prefetti di molte città italiane sono stati sostituiti 10 giorni prima delle elezioni (la Prefettura è l'ufficio in cui confluiscono le schede votate dopo le elezioni).

6. I risultati degli scrutini, dopo le elezioni, sono stati dati con lentezza esasperante.

7. I risultati degli scrutini di ora in ora, mostravano una tendenza assolutamente unica nella storia: i voti del centrosinistra - di ora in ora - tendevano a diminuire; quelli del centrodestra ad aumentare. Ad ogni rilevazione il centrosinistra scendeva di mezzo punto e il centrodestra saliva di mezzo punto.

8. Il numero delle schede bianche, una volta arrivato al Ministero degli Interni, viene caricato sui computer. Subito dopo le schede bianche vengono archiviate e mai più controllate.
Scrutinio in un seggio elettorale

La tesi dei giornalisti è dunque questa: il partito di Forza Italia avrebbe commissionato a dei tecnici (probabilmente una società americana in buoni rapporti col partito Repubblicano) un programma software - semplicissimo da realizzare - per manipolare i risultati dei voti. Un gran numero di schede bianche si sarebbe così trasformato in voti per Forza Italia. All'ultimo momento però il Ministro degli Interni si sarebbe rifiutato di portare avanti il broglio elettorale e così i risultati si sarebbero "congelati" quando la distanza fra centrosinistra e centrodestra era ormai risicatissima.
Magistratura, politici e giornalisti ora dicono di voler indagare e chiarire finalmente cosa è successo veramente la notte degli scrutini. Ma il dubbio resta: in una società informatizzata conta chi vota o chi conta i voti?

Ulteriori informazioni sul sito www.uccidetelademocrazia.comTrailer del film sul sito di Repubblica:
 http://multimedia.repubblica.it/home/482329

ESERCIZIO 1: Trasformare le affermazioni certe in frasi di cui non ci prendiamo la responsabilità. Dall'indicativo al condizionale

1. I sondaggi pre-elettorali e soprattutto gli exit-pull hanno tutti sbagliato su due dati.

2. Le schede bianche nelle ultime elezioni del 2001 erano state oltre un milione e mezzo. Nelle elezioni del 2006 meno di 500 mila.
3. Le schede bianche, in tutte le elezioni italiane variavano di regione in regione con percentuali varie, dall'1% al 10%. Nelle ultime elezioni in tutte le regioni la percentuale di schede bianche si è livellata fra l'1% e il 2%. 
4. La percentuale di schede bianche, negli ultimi decenni, è sempre progressivamente salita. Nelle elezioni del 2006 è crollata.
5. Molti prefetti di molte città italiane sono stati sostituiti 10 giorni prima delle elezioni.
6. I risultati degli scrutini, dopo le elezioni sono stati dati con lentezza esasperante. 
7. I risultati degli scrutini di ora in ora, mostravano una tendenza assolutamente unica nella storia: i voti del centrosinistra - di ora in ora - tendevano a diminuire; quelli del centrodestra ad aumentare. Ad ogni rilevazione il centrosinistra scendeva di mezzo punto e il centrodestra saliva di mezzo punto.

 
ESERCIZIO 2: Trasformare le affermazioni incerte in affermazioni sicure. Dal condizionale all'indicativo

1. La tesi dei giornalisti sarebbe dunque questa.

2. Il partito di Forza Italia avrebbe commissionato a dei tecnici un programma

3. Un gran numero di schede bianche si sarebbe così trasformato in voti per Forza Italia.

4. All'ultimo momento però il Ministro degli Interni si sarebbe rifiutato di portare avanti il broglio

5. I risultati si sarebbero "congelati" quando la distanza fra centrosinistra e centrodestra era 
minima

Completa i seguenti periodi ipotetici della possibilità coniugando i verbi.
1) Le strade sarebbero più pulite se tutti (rispettare)  le norme.
2) Non (potere)  più vedere Maria se me ne andassi da questa città.
3) Se la mia famiglia (guadagnare)  di più, si potrebbe comprare una casa nuova.
4) Se io avessi un grande terrazzo, (coltivare)  piante e fiori in abbondanza.
5) Laura troverebbe lavoro se (conoscere)  una lingua straniera.
6) Potrei cucinare meglio se (avere)  il tempo per farlo.
7) Se tu mi ascoltassi quando parlo, non (essere)  sempre nei guai.
8) Se si bevesse meno caffè, (essere)  meno nervosi.
9) Sarei un grande campione se (riuscire)  ad allenarmi come voglio.
10) I bambini (giocare)  in giardino se non grandinasse.

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